Flash Design - scritto da Daniele Gallo | Lunedì, 8 Settembre, 2008 10:28 - 0 Commenti
Utilizzare flash per il proprio sito e ottimizzarlo per google
Sappiamo da tempo che Google indicizza anche i file realizzati con tecnologia flash, ossia i files con estensione SWF. Come li indicizza, i limiti tecnici e pratici e i miei consigli li descrivo qui
IL PROBLEMA DEGLI SWF “ORFANI” E SOLUZIONE
Qualche anno fa, con l’uscita di Flash 4, i web designer di tutto il mondo acclamarono questo software come il futuro e definitivo sostituto dell’ “obsoleto” HTML. E in effetti, viste le potenzialità, l’assunzione di Flash come standard nello sviluppo web era ben più che un’ipotesi.
Nei successivi update, Macromedia concentrò i suoi sforzi per integrare anche l’abilità di estrapolare contenuti da database nelle animazioni shockwave.
Il parsing XML, il Flash Communication Server, integrabilità con ColdFusion: con l’ultima release (8.0) del software, Flash è in grado di sostituire in tutto e per tutto qualsiasi progetto in HTML / PHP /
ASP realizzato tradizionalmente.
TUTTAVIA …i motori di ricerca (con l’unica, storica, eccezione di FAST) IGNORANO spudoratamente le animazioni Shockwave Flash (*.SWF).
Googlebot, che tra gli spider può considerarsi tra i più evoluti, limita l’analisi degli SWF ai LINK in essi contenuti e (recentemente) ai TESTI.
Negli ultimi due anni quindi, con la corsa ai motori di ricerca e alla mole di promozione e visibilità gratuita che garantiscono-, il clamore suscitato da Flash si è drasticamente ridimensionato.
Rimane un software che permette di realizzare animazioni multimediali strepitose e rimane una tecnologia da cui un certo tipo di progetto non può prescindere: siti di immagine, votati interamente al design, che
beneficiano di mezzi di promozione al di fuori dei motori di ricerca (ad esempio siti internet di cantanti e attrici); oppure ancora siti portfolio di web agency che necessitano di esibire al pubblico le
proprie capacità.
Se il tuo sito è realizzato in Flash, o contiene parti rilevanti in Flash, realizza una mappa del sito in html.
Inoltre, sarà utile realizzare una versione alternativa del tuo sito, in una forma più leggera e in html statico, indicizzabile dai motori di ricerca.
Non aprire il tuo sito direttamente presentando la versione Flash.
Crea una ‘splash page‘, ovvero una pagina introduttiva in cui l’utente (e Googlebot) possa scegliere se visitare la versione interattiva-multimediale-musicale oppure quella classica html.
Evita di:
1. Redirigere automaticamente il browser in base alla presenza o meno del plugin di Flash. Attualmente pressochè ogni tipo di redirect è nella lista nera di Google.
2. Utilizzare la pagina iniziale (la splash di cui sopra) come ‘DOORWAY PAGE‘. Non cadere nella tentazione di riempire questo spazio neutro con infinite parole chiave, link e testi nascosti.
Da quando Google sembra aver implementato MACROMEDIA FLASH PLAYER DEVELOPER SDK riesce ad indicizzare i file SWF, estrapolandone LINK e TESTI.
Pur riconoscendo in questa una grande ed utile innovazione, chi lavora in Flash sa che ciò potrebbe voler dire tutto e niente.
Esaminerò ora nel dettaglio queste due abilità, e i limiti ad esse associate.
COME E’ FATTO UN SWF
Innanzitutto bisogna precisare gli elementi che compongono un file SWF.
I file in questo formato sono l’output di una compilazione di file sorgenti .FLA (file di progetto).
Quando viene esportato il file in formato SWF, Flash comprime i contenuti usando un algoritmo di compressione proprietario.
Il Flash player che tutti hanno installato nel proprio browser in sostanza DECOMPRIME le informazioni e ne permette la VISUALIZZAZIONE.
L’algoritmo
di compressione, prevede la suddivisione dei contenuti del file in
RISORSE ben definite e distinte: le AZIONI (la programmazione in
Actionscript e i collegamenti ipertestuali), i TESTI, i FILMATI, le
BITMAP, i SUONI e così via.
NB: Lo sviluppatore non deve fare nulla di particolare. La suddivisione in risorse è fatta automaticamente da Flash al momento dell’esportazione in formato SWF.
L’SDK permette di estrapolare tutte le informazioni testuali relative ad un swf. Collegamenti ipertestuali e testi, appunto.
LINK
I collegamenti ipertestuali vengono inseriti nei file SWF tramite una ACTION apposita ossia:
{
getURL(”http://www.dominio.it”, “_blank”);
}
Google, fondamentalmente ricerca tra le risorse di un SWF la voce ACTION, e isola tutti i getURL presenti. In questo modo indicizza i link e li segue.
TESTI
I testi che si utilizzano per la creazione di un file SWF vengono
salvati in una sezione delle risorse apposita (”TESTI”)
L’informazione
relativa ad un testo si compone di varie parti: una dichiarazione del
tipo di informazione (text), un identificativo numerico, dati relativi
al posizionamento nel movie, e una stringa che contiene il testo
effettivo
text string = “Questo è il testo che vede l’utente”
Google, presumibilmente, apre l’swf e cerca la risorsa “TESTI”
e ne estrapola le stringhe contenute. Niente di più semplice, visto che
anche per le persone normali sono disponibili in Rete svariati
decompilatori SWF tramite cui visualizzare le risorse contenute.
Affinchè un testo possa essere reperito come stringa, è necessario che in fase di sviluppo venga inserito come campo testo (statico o dinamico) e non venga convertito in immagine o tracciato
(tramite la funzione ‘Break Apart’). Nell’ultimo caso sarà inserito
nelle Risorse “BITMAP”, e non sarà più indicizzato come testo.
LIMITI TECNOLOGICI E PRATICI
Il commento spontaneo è: Google è in ritardo di almeno 3 anni.
Con l’avvento delle connessioni Broadband, le animazioni in Flash nella
maggior parte dei casi non sono più semplici sequenze frame by frame di
testi volanti e foto fluttuanti. In molti casi i file Swf che vede
l’utente sono composti da più filmati caricati separatamente e
inglobati nel filmato principale utilizzando Actionscripting apposito (
loadMovie();
). Non solo. I filmati Flash a volte non richiamano solamente altri
filmati al loro interno, ma anche file testuali dinamici: Google non li
legge. Così come non legge le informazioni relative ad altri tipi di
dati dinamici.
NON CORRISPONDE A VERITA’ che affinchè Google possa indicizzare un Swf, il file non deve essere protetto da importazione (opzione “Protect From Import”) .
Inoltre, siccome la release più aggiornata del MACROMEDIA FLASH PLAYER DEVELOPER SDK
risale a qualche mese fa, gli Swf creati con Flash 8 (e molti
realizzati con MX2004), potrebbero non essere indicizzati
correttamente.
Il principale limite pratico riguarda i link:
nei file Swf i link vengono associati ad un BOTTONE, o ad un FRAME.
Comunque sia, come già detto prima, le AZIONI risiedono in una porzione
separata del file compresso. In Flash non esiste l’ALT TAG
, per intenderci: un link sarà un link che Google seguirà, privato del
valore aggiunto che un link testuale o un alternate text di un’immagine
può dare. Parallelamente il REL=”NOFOLLOW” non è supportato.
Sia in positivo che in negativo, i link presenti negli SWF, seppur
indicizzati e seguiti, non hanno lo stesso valore “semantico” che
possono avere in una pagina HTML.
Un altro limite, molto simile alle pagine contenute nei FRAMES
(quelli html, s’intende), è che Google indicizza e mette nelle Serp il
file SWF, senza alcun riferimento alla pagine html che lo contiene.
Questo significa: l’animazione si aprirà necessariamente a tutta pagina
(con tutte le conseguenze del caso), e sarà slegata dalla pagina Html
che la contiene. Una situazione simile appunto alle pagine orfane dei
frame e degli Iframe.
Effetto collaterale di questo fenomeno, è che
i file SWF avranno un PAGERANK proprio. Una corretta indicizzazione
partirà anche e soprattutto da link diretti al file di Flash, oltre al
richiamo onpage tramite tag
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